A Figline Valdarno, ho visitato la mostra “Dal Maestro della Maddalena a Masaccio”

Vista già  da un po’ di tempo e quasi , quasi  chiude prima che riesca a scrivere qualcosa. Tempo non passato in vano perché nel frattempo mi sono letta il catalogo che accompagna la mostra, un vero volume di studio sulle vicende artistiche e storiche di Figline Valdarno dal ‘200 al ‘400.

Forse avrei dovuto leggerlo prima ma comunque mi sono chiarita alcune cose e mi sono nate un sacco di curiosità alimentate dal volume. Cosa che mi farà tornare sul posto per rivedere alcuni quadri della mostra nella loro collocazione abituale e  vedere altre opere citate nel volume.

La mostra è un vero gioiello. Ben calibrata, ben allestita: un vero scrigno con questi fondi oro, colori brillanti. Un piacere sensoriale prima di tutto.

Mi sono fermata davanti a ogni quadro ma su alcuni ci sono ritornata. Sul Maestro di Figline e la sua Madonna in trono col Bambino e Santa Elisabetta d’Ungheria e San Ludovico da Tolosa.

Non è forse affascinante questo pittore del quale non conosciamo il vero nome ma che è un insieme di arcaismo giottesco e di accenni di modernità? Il trono a vari gradini  ricorda tanto Duccio ma i personaggi hanno una vivacità nuova.

E su Andrea di Giusto: occasione per vedere le due piccole Madonne provenienti da collezioni private ma anche di ammirare ancora Il Trittico con al centro l’Adorazione dei Magi. Guardare con attenzione i particolari, la ricchezza dei tessuti, i particolari dei volti.

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