MAMbo, the Museum for Modern Art in Bologna, which collects some of the most representative works of Italian art of the last forty years.

In una giornata invernale di sole sono stata a visitare il MAMbo, il museo bolognese per l’arte moderna, che raccoglie alcune delle più rappresentative opere dell’arte italiana degli ultimi quarant’anni.
Una costruzione severa , in un viale tranquillo, nasconde un’esplosione di colori, forme e creatività.
Si inizia con una sala particolare dove lo sguardo è colpito dal rosso accesso delle bandiere nella grande “Il funerale di Togliatti” di Renato Guttuso del 1972. Sono riconoscibili alcuni dei volti noti del PC del periododa Enrico Berlinguer a Nilde Iotti.
Il percorso prosegue con la sala dedicata all’arte Pop con ,tra altre opere, un enorme “Girasole” in legno del 1975 di Mario Ceroli e “Per un w.c. borghese schifosamente autobiografico” del 1967 di Concetto Pozzati.
Segue una raccolta di opere d’arte astratte e informali, la corrente che nelle US è significativamente rappresentata da Pollock, e che predilige la libertà di espressione alla forma. Sono presenti Pino Galizio simbolo della pittura industriale con l’infinita “Teorema di Pitagora”, Giuseppe Uncini con il suo lavoro del 1960 in cemento armato e Alberto Burri con “Combustion”, in materia plastica bruciata dall’intenso impatto visivo.
Al piano superiore opere raccolte durate l’attività di GAM, la Galleria di Arte Moderna, aperta a Bologna dal 1975 e che per lunghi anni è stata il fulcro di mostre e attività artistiche. Diversi gli spazi dedicati ai vari movimenti artistici : dall’”Arte Povera” con Alighero Boetti a “ Corpo e azione” con Gilbert & George.
Non mancano le opere di arte contemporanea. Notevole l’installazione del 2005 di Grazia Toderi “Rendez-vous”

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