Mi piace l’Artefiera di Bologna nella sua nuova sistemazione. Anche se un pò più piccola , con le sue 150 gallerie, la più importante parsa fiera d’arte italiana è vivace e mi è parsa anche molto “produttiva”.
Ho girato fra gli stands , gallerie storiche accanto a giovani gallerie. Molte le opere di Arte povera come alla Claudio Polleschi di Lucca dove una “Ragazza che si allaccia le scarpe” di Pistoletto

rispecchia un “Achrome” del ‘60 di Nunzio, o Alighero Boetti presente in molte gallerie.
Bellissimo il nucleo di opere astratte dagli anni ’30 –’ 60 alla Cardelli & Fontana che ospita alcuni Gualtiero Nativi
e Mario Radice.
Burri e Fontana, di piccole dimensioni ma di ottima qualità, occupano uno spazio di onore alla galleria Mazzoleni mentre Tornabuoni Arte, accanto ad alcuni Burri espone statue di Pomodoro, una splendida colonna umana di Barni e perfino una tardiva “Raphaella in mauve” della Lempicka
anche se , per me l’opera più interessante è il quadro di Basquiat.
Alla Guastalla uno spazio dedicato a Marino Marini
con disegni, guache e un bronzo mentre alla Biasutti mi ha colpito questo “Papaveri in Versilia” di Carlo Mattioli .
Lo Studio La Città di porta in mostra l’installazione “Armada”
dell’artista americano Jacob Hashimoto, un’enorme distesa di barchette in continuo movimento.
Molto stimolante lo stand ”Manuale minimo di sopravvivenza per un’arte ottimista”condiviso da quattro giovani galleristi che ospita alcuni artisti interessanti come Vanni Cuoghi, portato da Roberta Lietti,con la sua “Cacciata”
grande composizione di acquerello su carta o The Bounty Killart, gruppo di 4 artisti torinesi portati da Allegra Ravizza.

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