Ieri sera, nelle sale del Palazzo Strozzi è stata inaugurata la mostra dedicata agli “Anni Trenta. Arti in Italia oltre il fascismo”.
Un periodo vicino a noi temporalmente ma per lungo tempo meno conosciuto e analizzato quello degli anni trenta, periodo di crisi economica ma di vivacità artistica, di luci e ombre, di rottura con il passato da un lato o di esaltazione del classicismo dall’altro.
I vari fermenti, le contraddizioni, sono affrontate nelle cinque sezioni della mostra iniziando con le sale dedicate ai maggiori centri artistici: la scuola di Milano con opere di Arturo Martini, Wildt,Sironi, Carrà , Firenze con Rosai e i suoi “Muratori”, Ardengo Soffici e la “Donna recante piatto” particolare quadro in tecnica affresco, la Torino di Casorati e Roma con le opere di Donghi, qui “Donna al caffè”

e Felice Carena con “Estate” del 1933.

La sezione successiva è dedicata agli artisti “Giovani e Irrealisti “,  artisti al tempo giovani e di rottura con l’arte  del periodo diventati nel tempo importantissimi sulla scena nazionale e internazionale come Renato Guttuso con Il suo “Ritratto del chirurgo Guglielmo Pasqualino” del 1935 , Mario Radice con le sue opere astratte, qui con “Composizione”,

Lucio Fontana con la statua “Campione olimpico” in gesso colorata.

Si prosegue con”Artisti in viaggio” con opere di Giorgio De Chirico e Alberto Savinio per arrivare alla sala dell’”Arte pubblicato il classicismo a” con opere di Sironi, Carra e Fontana.

Uno spazio dedicato ai contrasti . da un lato il classicismo del trittico di Adolf Ziegler , dall’altro le opere astratte di Mauro Reggiani , Manlio Rho e Fausto Melotti

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