Anche quest’anno, per il settimo anno consecutivo, il Comune di Milano in collaborazione con Gallerie d’Italia, organizza a Palazzo Marino fino al 11 gennaio 2015 un incontro con l’arte.
Quest’anno la Sala Alessi ospita la Madonna Esterhàzy di Raffaello , in prestito dal Museo delle Belle Arti di Budapest.
La tavola, di piccole dimensioni, rappresenta la Madonna con il Bambino e San Giovannino.
E’ stata dipinta nel primo periodo romano dell’artista e conserva nella nella composizione e nel paesaggio i forti influssi leonardeschi assorbiti da Raffaello nel soggiorno fiorentino mentre nella rappresentazione dei bambine, classica e monumentale, si intuisce l’influenza dell’opera di Michelangelo, attivo a Roma in quei anni. Sullo sfondo, ben riconoscibili, le rovine del Foro Romano.
L’opera, della quale sono ignote committenza e prima collocazione, è stata donata da Papa Clemente XI Albani a Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbuttel futura moglie dell’imperatore
Carlo VI d’Asburgo, nel XIII secolo. Dopo altri passaggi di proprietà l’opera arriva al Museo di Belle Arti di Budapest da dove nel 1983, durante lavori di restauro, venne trafugata su commissione da un gruppo di malviventi italiani.
Nascosta e poi recuperata l’opera ha subito danni recuperati con un attento e accurato restauro.
Nell’esposizione di Milano fanno da corona all’opera “ungherese” due opere coeve di ambito milanese leonardesco e da sempre custoditi in città.
La prima è la Vergine del Borghetto attribuita a Francesco Melzi, allievo e collaboratore di Leonardo. Una pala d’altare considerata la migliore copia antica della Vergine delle rocce di Leonardo attualmente nell’Istituto delle Suore Orsoline di S. Carlo di via Lanzone a Milano.
La seconda è la Madonna della rosa di Giovanni Antonio Boltraffio in prestito del Museo Poldi Pezzoli.

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