Come ogni anno per il periodo delle festività , la Galleria degli Uffizi organizza, presso le Reali Poste una mostra di opere poco o mai visti.
Quest’anno il focus è sulle icone “grecomosche” inventariate da epoca lorenese, esposte fino al ‘700e poi collocate in altre strutture museali e che ora tornano in galleria grazie all’apertura di nuovi spazi del progetto Nuovi Uffizi.
Esposte circa 80 icone, su tavola, datate dalla fine del XVI secolo fino alla prima metà del XVIII secolo, di scuola russa.
Qui “La decollazione del Battista” di bottega moscovita.

Bottega%20moscovita,%20Fine%20del%20XVI-%20inizio%20del%20XVII%20secolo,%20Decollazione%20del%20Battista,%20inv.%201890                                Decollazione di Battista, bottega moscovita, fine del XVI-inizio del XVII secolo
Pur legata ai modelli della coeva bizantina, l’icona russa sviluppa un linguaggio pittorico proprio e un marcato uso del colore.
La tradizione russa colloca le icone sia all’interno delle chiese sia ad uso “domestico” . In questo caso le dimensioni si riducono pur mantenendo una notevole importanza per il fedele, a cui veniva regalata in momenti significativi della propria vita.
Ecco per esempio quella con la “Madre di Dio di Kazan” è l’icona viene regalata agli sposi al momento del matrimonio.

DSCF5928                                                       Madre di Dio di Kazan, Russia centrale, secondo quarto del XVIII secolo

La mostra resterà aperta fino al 2 febbraio.

 

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