Il Doganiere Rousseau, il pittore del paesaggio incantato, delle immagini oniriche rappresenta un caso sui generis nella storia dell’arte.

Impossibile da inquadrare in una corrente specifica, la sua opera attira lo spettatore come una calamita. Un mondo fiabesco il suo, volutamente naive , snobbato dai critici suoi contemporanei ma molto apprezzato dal milieu artistico.

Pur avendo nutrito da sempre inclinazioni artistiche si dedica completamente all’arte ,solo dal 1893 a quasi cinquant’anni , quando va in pensione dal dazio( e non dalla dogana come farebbe supporre il suo sopranome) di Parigi.

Il suo percorso creativo, le radici profonde della sua pittura così come l’influenza che ebbe sugli artisti della sua generazione e di quelle successive è l’argomento della straordinaria mostra “Henri Rousseau, Il candore arcaico” che la Fondazione Musei Civici di Venezia presenta al Palazzo Ducale di Venezia è stata prorogata fino al 6 settembre 2015.

Frutto di una lunga ricerca, l’esposizione si sviluppa in 8 sezione che attraverso più di cento opere di Rousseau e degli artisti a lui legati sia come richiamo che come ispirazione permette di comprendere alcuni significativi aspetti della produzione artistica del Doganiere.

Una sezione supplementare è dedicata al banchetto offerto da Picasso nel 1908 in onore del nostro, in occasione dell’acquisto di “Ritratto di donna”.

In un ambiente animato dal poema che Guillaume Apollinaire dedico al Doganiere e sulla musica del valzer”Clemence” composto da Rousseau si possono ammirare sia il ritratto che “La boutteille de Bas” di Picasso.

Il percorso espositivo si snoda fra alcune aree tematiche significative della produzione dell’artista: dal “Ritratto-autoritratto” con l’opera-manifesto “Autoritratto come pittore, Io: ritratto-paesaggio” a quella dedicata ai ritratti , qui

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Henri Rousseau,Portrait de Madame M./ Ritratto di Madame M. ,1890 circa

olio su tela, cm 198 x 114,5 ,Parigi, Musée d’Orsay

© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay)/Hervé Lewandowski

messa a confronto con Frida Kahlo

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Frida Kahlo (Coyoacàn, Città del Messico, 1907-1954),Retrato de una dama en blanco/ Ritratto di donna in bianco ,1929 ,olio su tela, cm 119 x 81,Berlino, Collezione privata

©Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo Museums Trust, Mexico, D.F. by SIAE 2015

Il nucleo centrale della mostra è dedicato alle “Jardin des Plantes” visioni esotiche, oniriche di giardini fantastici come in questa Incantatrice di serpenti:

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Henri Rousseau,La Charmeuse de serpents/ L’Incantatrice di serpenti,1907

olio su tela, cm 167 x 189,5 ,Parigi, Musée d’Orsay

© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay)/Hervé Lewandowski

 

Il tema e l’ambientazione vengono ripresi da molti artisti: uno fra tanti Victor Brauner nel “Le rencontre du 2bis rue Perrel” del ’46.

Il paesaggio ha un ruolo preponderante anche nel racconto di scene di vita quotidiana:edifici e e vegetazione descritto con precisione mentre i personaggi sembrano quasi anonimi.

  

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Henri Rousseau,Les Pêcheurs à la ligne/ Pescatori con lenza ,1908 – 1909

olio su tela, cm 46 x 55 ,Parigi, Musée de l’Orangerie, Collection J. Walter-P. Guillaume

© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay)/Hervé Lewandowski

 

Attento osservatore Rousseau prende posizione contro la guerra e le sue conseguenze.

Il suo dipinto la “Guerra” o “La cavalcata della Discordia”, esposto al decimo salone degli Indépendents del 1894 è probabilmente legato alle devastazioni del conflitto franco -prussiano.

 

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 Henri Rousseau,La Guerre dit aussi La chevauchée de la Discorde/ La Guerra detta anche

La cavalcata della Discordia,1894 ca. ,olio su tela, cm 114 x 195 Parigi, Musée d’Orsay

© RMN-Grand Palais (Musée d’Orsay)/Tony Querr

 

con il “Trionfo della morte” dello Scheggia

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 Giovanni di Giovanni detto lo Scheggia(San Giovanni Valdarno, Arezzo, 1406-Firenze, 1486)

Trionfo della Morte,,1465 – 1470 ,tempera su tavola, cm 55,5 x 65,Siena, Museo Civico

© 2014 Foto Scala, Firenze – su concessione Ministero Beni e Attività Culturali

e con opere di Goya e di Ensor.

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