Ultimissimi giorni per la mostra dedicata a Umberto Boccioni al Palazzo Reale di Milano ed è una mostra piena di fascino come pieno di fascino è l’artista.(Boccioni. Genio e memoria, Milano Palazzo Reale, 23 marzo – 10 luglio 2016)

Uno che ha dedicato la sua breve vita, solo 34 anni, dal 1882 e 1916, quest’anno il centenario della morte, quasi completamente all’arte: studiando l’arte e dipingendo, imparando dagli maestri e disegnando, osservando, scrivendo, raccogliendo materiale.

Per una fortunata circostanza l’avvicinarsi della ricorrenza è coinciso con il ritrovamento negli archivi della Biblioteca Civica di Verona di un importante gruppo di documenti inediti ed in particolare di un album”Atlante delle immagini” di 22 grandi tavole contenenti ritagli , riproduzioni e annotazioni dello stesso Boccioni, una vera raccolta delle fonti visive dei primi dieci anni di attività artista,corrispondenti al primo decennio del secolo cioè prima della sua adesione al Futurismo.

3335_Img2054Umberto Boccioni, Atlante delle immagini, 1895-1909

22 tavole con ritagli di riproduzioni artistiche e altri materiali a stampa su carta color paglierino, 59 × 39 cm ciascuna

Verona, Biblioteca Civica, Fondo Callegari-Boccioni

tav. B4v. Artisti contemporanei italiani, pittura e disegno: Giovanni Segantini, figura femminile, maternità, morte

L’esposizione permette di conoscere da vicino le opere e gli artisti “citati” da Boccioni nell’ “Atlante” e confrontarle con opere dell’artista stesso.

Opere divisioniste, seguendo gli esempi di Segantini e Previati, come l’autoritratto con i pennelli (1906-1907) che sarebbe poi stato girato per orizzontale e sul retro dipinto con un nuovo autoritratto o come le opere milanesi del 1908.

Si avvicina anche al Simbolismo e qui l’esempio sono i simbolisti nordici e gli italiani Segantini, Previati, Romolo Romani e Alberto Martini. In mostra due dipinti e i loro disegni preparatori: “Il Lutto” e “Il sogno-Paolo e Francesca”

047Umberto Boccioni, Il sogno – Paolo e Francesca, 1908-1909

olio su tela, 140 x 130 cm, Collezione privata

A partire dal 1910 Boccioni aderisce al futurismo e nell’esposizione si possono ammirare alcuni bellissimi quadri provenienti dal vicino Museo del Novecento come “Elasticità “ del 1912  o ancora il “Dinamismo di un corpo umano” del 1913.  

Meno conosciuti ma di sicuro interesse i disegni custoditi presso le Raccolte civice del Castello Sforzesco. Sono 60 e coprono il periodo dal 1906 al 1916 con opere straordinarie come l’”Autoritratto” del 1909

004Umberto Boccioni, Autoritratto, 1909

carboncino, tempera e pastello su carta, 435 × 383 mm

Milano, Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco

o l’”Interno con due figure femminili” del 1916

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Umberto Boccioni, Interno con due figure femminili, 1916, grafite, matita, inchiostro nero, matite colorate, acquerello e tempera bianca su carta ,654 × 475 mm,Milano, Civico Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco

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