Uno dei più suggestivi palazzi veneziano, il Palazzo Fortuny, ospita nelle sue sale fino al 27 marzo 2017 la mostra di una delle più interessanti famiglie di artisti, i Cadorin.

Nelle sale della casa museo di Mariano Fortuny , intrecciate e dialoganti con i manufatti della sua collezione si possono vedere opere di tre generazioni della famiglia Cadorin, con tradizione secolare fra le botteghe veneziane.

La storia presentata nella mostra inizia con le opere di Vincenzo Cadorin, scultore e intagliatore, presente sin dalla fondazione nelle mostre della Biennale, con committenze importanti nella città ma anche altrove , per i Savoia e D’Annunzio. In esposizione sia sculture

Vincenzo Cadorin,Putto, s.d., gesso colorato,24x41x53 cm

Collezione privata,© Foto di Claudio Franzini

che splendide opere di ebanisteria come questa fioriera del 1903 .

Vincenzo Cadorin, Fiorera,1903,Legno,130x65x65 cm

Collezione privata, © Foto di Claudio Franzini

I figli di Vincenzo continuano la tradizione. Bravissimo ed elegante scultore Ettore con i suoi ritratti dalla vera dimensione poetica,

Ettore Cadorin,Ritratto femminile,s.d., 17 x 10 cm, avorio

Collezione privata, © Foto di Claudio Franzini

straordinario pittore e non solo, Guido , di cui vediamo esposti disegni e dipinti: dai lavori dell’inizio del secolo

                                                                                                               Guido Cadorin, Trittico,Carne, carne e sempre carne. Il carnevale, 1914, olio su tela,100×100

Collezione privata, © Foto di Claudio Franzini

fino alle opere degli anni ’60 e ’70.

Provengono dalla collezione di famiglia, dalla casa di Ida Cadorin, in arte Ida Barbarigo, doppiamente figlia d’arte perché figlia di Guido e di Livia Tivoli, pittrice a sua volta

Livia Tivoli, FRONTE_Senza titolo, 1911,carboncino su carta,44×32

Collezione privata,© Foto di Claudio Franzini

e figlia di Augusto Tivoli grande fotografo e ritrattista. Le sue foto raccontano Veneziadei primissimi del ‘900

Augusto Tivoli, Mezz’ora dopo il crollo del Campanile in piazza San Marco, 1902

Collezione privata

e sono preziosa testimonianza della storia dei Cadorin.

Non poteva mancare nella mostra l’importante presenza della terza generazione dei Cadorin con le intense opere di Ida

Ida Barbarigo, Terrestri, 2002,olio su tela,73×50 cm,

Collezione privata,© Foto di Claudio Franzini

e del suo compagno di vita ,Zoran Music.

Zoran Music, Ida, 1982,olio su tela, 46×33 cm

Collezione privata, © Foto di Claudio Franzini

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