Grande successo di pubblico per la mostra bolognese a Palazzo Albergati dedicata all’arte messicana, proveniente dalla collezione Gelman. Organizzata da Artemisia con il patrocinio del Comune di Bologna l’esposizione, aperta fino al 26 marzo, affronta alcune tematiche significative, rendendo omaggio al gusto dei collezionisti e al loro stretto legame con gli artisti collezionati.

I Gelman, Jacques

Angel Zarraga, Ritratto di Jacques Gelman, 1945,Olio su tela, 130,50×110,50 cm

The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel

Foundation, Cuernavaca

Angel Zarraga by SIAE 2016

e Natasha,

Diego Rivera, Ritratto di Natasha Gelman, 1943,Olio su tela, 115×153 cm

The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel

Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo

Museums Trust, D.F. by SIAE 2016

esuli dall’est europeo approdati in Messico all’inizio degli anni ’40, già collezionisti di arte europea del XX secolo entrano in contatto con il mondo artistico messicano e ne restano affascinati.

E’ il periodo di massima fioritura del periodo chiamato “Rinascita messicana” , nata in seguito alla rivoluzione di Pancho Villa e Emiliano Zapata del 1910 e che dal 1921, richiamandosi all’iniziativa del ministro dell’educazione José Vasconcelos, ha dato luogo ad un intenso programma di arte pubblica, a una serie di straordinari murales. Grandi protagonisti di quest’arte David Alfaro Siqueiros e Diego Rivera  che alternano le opere pubbliche ai dipinti tradizionali e i Gelman, fini collezionisti, ne raccolgono alcuni straordinari.

Uno degli aspetti più interessanti di alcune opere, specie di quelle di Rivera, è il legame con la natura. Fiori e piante,quando non uniche protagoniste, vedi occupano uno spazio uguale o spesso maggiore dei personaggi. Aspetto evidenziato non solo nel ritratto di Natasha Gelman ,fatta assomigliare con galanteria, a una calla, ma ancor di più nel vaso con “Girasoli” che sovrasta i due bambini e le loro bambole.

Diego Rivera, Girasoli, 1943,Olio su tela, 90×130 cm

The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel

Foundation, Cuernavaca © Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo

Museums Trust, D.F. by SIAE 2016

Nella sezione della mostra dedicata alla “Rinascita messicana”, accanto a un corpus importante di Rivera , vi sono anche opere di Rufino Tamayo e Maria Iziquierdo mentre il secondo piano del palazzo e dedicato a Frida Kahlo, musa e per due volte moglie di Diego.

Frida con alcuni autoritratti spettacolari, tendenti a rappresentare alcuni aspetti della sua “messicanità” come l’Autoritratto con collana,

Frida Kahlo, Autoritratto con vestiro rosso e oro,(Autoritratto MCMXLI), 1941,Olio su tela, 39×27,5 cm

The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel

Foundation, Cuernavaca© Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo

Museums Trust, México D.F. by SIAE 2016

adornata come una dea azteca o l’Autoritratto come Tehuana con il tipico copricapo messicano, ritratto che è anche una dichiarazione d’amore per Rivera, presente come simbolo incancellabile fra gli occhi di lei.

Frida Kahlo, Autoritratto come Tehuana, (o Diego nei miei pensieri), 1943,Olio su masonite, 76×61 cm

The Jacques and Natasha Gelman Collection of 20th Century Mexican Art and The Vergel

Foundation, Cuernavaca© Banco de México Diego Rivera Frida Kahlo

Museums Trust, México D.F. by SIAE 2016

Fanno da corollario altre sezioni come Frida naturalista che analizza e dipinge gli organi malati un po’ per esorcizzare la sofferenza e Frida come icona della moda con alcuni modelli ispirati da lei e dal suo abbigliamento.

Un ricco corredo fotografico accompagna i passi della Kahlo, figlia di Guillermo,fotografo di successo di origini ungheresi. Belle fotografie di Imogen Cunningham, Edward Weston, Lola Alvarez Bravo, Nickolas Murray e molti altri.

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