E’ il paesaggio il protagonista della mostra Arcadia e Apocalisse. Paesaggi italiani in 150 anni di arte, fotografia, video e installazioni che fino al 26 aprile 2020 sarà ospitata al PALP Palazzo Pretorio di Pontedera.

Ideata e curata da Daniela Fonti e Filippo Bacci di Capaci e promossa dalla Fondazione per la Cultura Pontedera, dal Comune di Pontedera, dalla Fondazione Pisa, con il patrocinio e il contributo della Regione Toscana l’esposizione è un racconto ad immagini del modo in cui il paesaggio è stato percepito durante il periodo preso in considerazione, dal secondo Ottocento fino ai giorni nostri, e di come è cambiata ed evoluta questa visione con variazioni estetiche e formali .

In sezioni più o meno estesi il percorso della mostra esplicita come questa percezione che viene tradotta in immagini di paesaggio siano esse pitture, sculture, arti decorative , fotografie o installazioni si modifica secondo il momento storico di riferimento. Si va così da un sentimento della natura ereditato dal Romanticismo ad un maggiore rapporto con il vero come nelle opere dei pittori macchiaioli Giovanni Fattori, Odoardo Borrani, Cristiano Banti o, più tardi, come ambientazione della vita all’aperto come nei dipinti di Michele Tedesco e Giovanni Boldini.

Giovanni Boldini, A la campagne, 1872, olio su tavola, 67×54,5 cm

Se durante il primo Futurismo il paesaggio assume, almeno parzialmente, un ruolo marginale riconquista una posizione di rilievo con l’aeropittura e l’aerofotografia.

Per tutto il Novecento il dipinto di paesaggio assume un grande significato pur con sfumature diverse, a volte anche contraddittorie: dai dipinti di Antonio Donghi, Ottone Rosai e Giorgio Morandi e altri

Gennaro Favai, Villa Monacone a Capri, 1930, olio su tela, 108x148cm

fino a quelli idealizzazione del “ruralismo” primitivista antiurbano in Ardengo Soffici o all’aspra denuncia di problemi sociali lasciati irrisolti di Lorenzo Viani.

Gli anni della seconda guerra lasciano il segno anche nell’arte anche se spesso i pittori scelgono di usare la metafora per ritrarre gli eventi bellici proiettando sul paesaggio, reso afono e privo di bellezza, l’angoscia individuale e collettiva provocata dai tragici eventi bellici (Carlo Levi, Fausto Pirandello, Galileo Chini)..

Gli anni ‘60-’90 vedono il ritorno dell’interesse per il paesaggio protagonista non solo nei media tradizionali come la pittura ma anche nei nuovi media espressivi. Ed è la il trionfo dei grandi maestri della fotografia da Luigi Ghirri e Gabriele Basilico, da Olivo Barbieri a Guido Guidi, e Franco Fontana.

I nostri giorni vedono l’immagine della natura tingersi dei colori della fragilità. Traspare dalle istallazioni e dai video la riflessione e la preoccupazione degli artisti per la sorte e la conservazione del paesaggio italiano contemporaneo che nonostante tutto mantiene la sua bellezza.

La mostra di Pontedera rappresenta un momento significativo non solo per ammirare lavori di grande qualità ma anche l’occasione per sensibilizzare i visitatori sul tema del degrado ambientale.

PALP Palazzo Pretorio Pontedera

Piazza Curtatone e Montanara, Pontedera (PI)

Orario: da martedì a venerdì 10-19, sabato, domenica e festivi 10-20, lunedì chiuso

Ingresso: intero € 8, ridotto € 6 e 3

Tel. +39 0587 468487 – +39 331 1542017

e.mail: info@pontederaperlacultura.itwww.palp-pontedera.it

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