Da ieri e fino al 5 aprile 2020 Novara e il suo Castello Visconteo Sforzesco saranno la sede di una delle più significative mostre sulla prima avanguardia italiana, Il Divisionismo.

L’esposizione Divisionismo La rivoluzione della luce promossa e organizzata dal Comune di Novara, dalla Fondazione Castello Visconteo e dall’Associazione METS Percorsi d’arte, in collaborazione con ATL della provincia di Novara, con i patrocini di Commissione europea e Provincia di Novara, con il sostegno di Banco BPM (Main Sponsor), Regione Piemonte, Fondazione CRT e Esseco s.r.l., è curata dalla nota studiosa Annie-Paule Quinsac.

Nato a Milano ma presto allargato alla Lombardia e al Piemonte , il Divisionismo, pur mantenendo le caratteristiche di originalità, si basa sui stessi principi del Pointillisme francese quelli legati allo sviluppo degli studi di ottica. Si caratterizza per la separazione dei colori in punti e linee che poi interagiscono tra di loro visivamente.

I primi sviluppi in ambito milanese hanno come epicentro la galleria Grubicy gestita da Vittore Grubicy de Dragon, mercante d’arte, critico, pubblicista e a sua volta pittore, assieme al fratello Alberto a partire del 1876.

Con settanta significative opere , provenienti da importanti musei e istituzioni pubbliche e da collezioni private, e attraverso un percorso cronologico in otto sezioni, la mostra traccia il racconto del Divisionismo dai suoi albori con gli artisti della galleria Grubicy alla Triennale di Brera del 1891


Gaetano Previati, Maternità, 1890-1891
olio su tela, 175,5x412cm, firmato in basso a destra
Banco BPM

fino ai massimi splendori del movimento con i suoi grandi protagonisti da Segantini

Giovanni Segantini, Savognino sotto la neve, non datato(1890)
olio su tela 35×50 cm
Firmato e dedicato “All’intelligente in arte Luigi Dell’Acqua”,
Collezione privata



a Pellizza da Volpedo.


Giuseppe Pellizza, Il Mediatore,1891,
olio su tela, 121×93 cm
firmato e datato in alto a destra
Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci”, Milano

Accompagna l’esposizione un catalogo scientifico che oltre al saggio della curatrice è corredato da schede biografiche degli artisti schede critiche delle singole opere affidate agli specialisti di riferimento e apparati bibliografici ed espositivi.

Una mostra da vedere per comprendere meglio questo movimento d’avanguardia dell’arte italiana e i suoi artisti.

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