A volte ritornano… Parliamo di due fondi oro esportati illecitamente che ritornano in Italia e che faranno parte da ora in poi delle collezioni della fiorentina Galleria dell’Accademia.

Fino al 2003 le opere facevano parte di una collezione fiorentina. In seguito sono state esportate illegalmente in Svizzera, a Chiasso, e custodite in un caveau privato. Il recupero è stato portato a termine grazie all’attento lavoro investigativo del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, iniziato nel 2006 sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Roma, che ha individuato l’esistenza di un’associazione a delinquere formata da professionisti italiani e da un antiquario londinese, specializzati nell’esportazione illecita di beni culturali. Con la collaborazione ed assistenza in materia penale con l’Autorità Giudiziaria Svizzera è stato possibile procedere al sequestro delle tavole e al loro rimpatrio(marzo 2009).

Il procedimento si conclude a febbraio 2017, come previsto dell’articolo 174 del codice dei beni culturali, con la confisca delle opere che entrano a fare parte dal Patrimonio dello Stato.

Ultimo step, nel 2018, le due opere vengono affidate alla Galleria dell’Accademia, vista la straordinaria qualità e riconosciuta valenza internazionale della sua collezione di Fondi Oro.

Durante la presentazione alla stampa, che si è tenuta all’interno del museo ai piedi della statua di David di Michelangelo,alla presenza di Cecilie Hollberg, Direttore della Galleria dell’Accademia di Firenze e del rappresentanti del Tenente Colonnello Nicola Candido, comandante del Reparto Operativo del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale abbiamo potuto constatare l’altissimo livello di conservazione delle due tavole.

E ora parliamo di loro, delle opere recuperate, che saranno visibili al pubblico dal 14 gennaio 2019 nella mostra temporanea “Nuove acquisizioni tra 2016 e 2018”.

La prima, con i santi Girolamo e Giuliano è attribuibile a Niccolò di Pietro Gerini, tradizionale e prolifico artista fiorentino del periodo a cavallo fra il XIV e il XV secolo, considerato uno dei massimi rappresentanti del cosiddetto Neogiottismo e di cui la Galleria dell’Accademia possiede altri dipinti. Databile attorno al 1385, l’opera era in origine lo scomparto di destra di un trittico disperso di cui si ignora la parte centrale. E’ conosciuto ma attualmente di ubicazione ignota, lo scomparto di sinistra, raffigurante il raro Sant’Eligio accanto a San Giovanni Battista, un tempo appartenne alla celebre raccolta Lanckoronski di Vienna, che nel 1965 passò sul mercato antiquario americano (Newhouse Galleries a New York).

Niccolò Gerini, SS Girolamo e Giuliano, Galleria dell’Accademia, Firenze

La seconda è una tavola per devozione privata con la Madonna dell’Umiltà celeste con una santa martire, un santo vescovo, San Pietro e San Giovanni Evangelista. Opera del Maestro della Cappella Bracciolini, ignoto pittore tardogotico toscano attivo presumibilmente dal 1385-90 al 1420 circa a Pistoia e dintorni. Databile attorno al 1400 è la prima opera dell’artista ad entrare nelle collezioni del museo.

Maestro della Cappella Bracciolini , Madonna dell’Umiltà celeste, Galleria dell’Accademia, Firenze

L’importante recupero oltre che arricchire il patrimonio nazionale e museale offrirà l’occasione di approfondire le conoscenze sulla pittura fiorentina del periodo.

Info: Galleria dell’Accademia di Firenze

Via Ricasoli, 58-60 | 50122 Firenze

Tel. +39 055 0987100 | fax +39 055 0987137

www.galleriaaccademiafirenze.beniculturali.it

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