Nell’anno che sta per finire sono state molti gli anniversari ricordati, uno per tutti 100 anni dalla fine della Grande Guerra, nel 1918. E’ lo stesso anno in cui muore a Vienna, per influenza spagnola, a soli 28 anni, Egon Schiele.

All’artista viennese sono stati dedicate in questi ultimi mesi , importanti mostre, un po’ ovunque in Europa. Le grandi capitali, da Vienna a Londra e Parigi hanno presentato retrospettive ed esposizioni tematiche. Ho avuto la fortuna di visitare quella parigina, organizzata presso la Fondazione Louis Vuitton con le sue cento venti opere fra disegni, acquerelli e dipinti, per la gran parte provenienti da collezioni private e per questo meno conosciute al grande pubblico.

Il percorso espositivo, in gran parte cronologico, prende in considerazione gli anni fra il 1908 e 1918,i dieci anni di febbrile e feconda attività di Egon Schiele. Sono ritratti

Egon Schiele, Homme endormie, 1910, acquerelle, crayon et crayon gras sur papier, Private collection

e autoritratti,

Egon Schiele, Autoportrait au coqueret, 1912, huile et guache sur bois, Leopold Museum, Vienne

nudi e scene di forte impronta erotica, allo stesso tempo contorte e tormentate. Forti e inquietanti

Come si diceva,breve ma intensa carriera , con cambiamenti anche formali e stilististici che la mostra di Parigi mette in evidenza. Dalla linea che sottolinea le forme e delinea i corpi con solo pochi note di colore a precisare mani e viso alle forme piene e in fondo serene che iniziano a comparire nelle opere più tardi, attorno al 1914. Due esempi, fra l’altro di soggetti meno presenti nei suoi lavori: un paesaggio del paese natale della madre, Krumau sulla Vltava,

Egon Schiele, Krumau sur la Vltava,1914, huile et craie noir sur toile, Leopold Museum, Vienne

e una natura morta carica di malinconia.

Egon Schiele, Soleil d’autumne( Turnesols),1914, huile sur toile, Private collection

Mostra unica, da gustare con calma, che arricchisce con pagine memorabili la conoscenza di questo straordinario artista.

Alla Fondazione Louis Vuitton di Parigi fino al 14 gennaio 2019, assieme alla monografica di un altro grande, Basquiat, di cui vi parlerò fra poco.

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