Come avevamo già anticipato, apre domani al primo piano della Galleria degli Uffizi, nelle sale Edoardo Detti e del Camino, la mostra Dipingere e disegnare “da gran maestro”: il talento di Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665) dedicata alla figura della pittrice bolognese.

Una mostra, curata da Roberta Aliventi e Laura Da Rin Bettina, con il coordinamento scientifico di Marzia Faietti intesa a ricordare il talento prodigioso di quest’artista, scomparsa a soli 27 anni, celebre oltre che per la sua abilità tecnica per la sua bellezza.

Con 33 opere in gran parte di provenienza collezioni pubbliche e private italiane ad eccezione dell’Autoritratto come Allegoria della Pittura arrivato dal Museo Pushkin di Mosca.

Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665),Allegoria della Pittura (autoritratto?),1658

Olio su tela, Mosca, The Pushkin State Museum of Fine Arts

Grazie a dipinti

Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665),Madonna col Bambino e San Giovannino,1664

Olio su tela,Pesaro, Comune di Pesaro, Musei Civici – Palazzo Mosca

a disegni

Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665), Ritratto del conte Annibale Ranuzzi

Pietra rossa, carta, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe

e incisioni

Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665), Riposo in Egitto, Acquaforte

Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto dei Disegni e delle Stampe

viene presentata l’opera e attraverso vengono approfonditi alcuni elementi emersi durante studi precedenti.

La Sirani, figlia d’arte (il padre Giovanni Andrea era egli stesso pittore) aveva riscosso molto presto l’ammirazione da parte dei suoi contemporanei e la prima parte del percorso espositivo è dedicata proprio all’analisi del contesto in cui Elisabetta visse.

Grazie all’analisi di fonti a stampa, a epistolari e carte d’archivio a lei contemporanee, si possono comprendere meglio la stima di cui godeva l’artista.

Riesce a intrecciare legami con alcuni dei protagonisti della scena culturale della sua città e attraverso di loro entrare in contatto con la Firenze medicea soprattutto con il cardinale Leopoldo, uno dei più importanti collezionisti della sua epoca.

Cito il bolognese Carlo Cesare Malvasia che solo pochi anni dopo la scomparsa della pittrice, scrive che ella veniva lodata per la “leggiadria senza stento, e la grazia senza affettazione”.

La presentazione di oggi, è stato occasione per il Direttore della Galleria Eike Schmidt, col pieno accordo dei colleghi del museo, per dedicare l’esposizione a Davide Astori, capitano della AC Fiorentina, la cui scomparsa anche in giovane età ha colpito molto la città.

Sarà possibile visitare il percorso dedicato a Elisabetta Sirani fino al 10 giugno 2017.

Elisabetta Sirani (Bologna, 1638-1665),Amorino trionfante in mare (Amorino Medici)

1661,Olio su tela, Bologna, collezione privata

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