Boldini, al suo nome facilmente si accosta la definizione di pittore del bel mondo, ritrattista della buona società, particolarmente parigina, ma quasi mai si parla di Boldini macchiaiolo.

Perché Boldini macchiaiolo lo è stato. Convinto ed entusiasta ha dipinto opere macchiaiole, ha intrattenuto rapporti di amicizia con il gruppo degli artisti toscani, ne ha seguito le tematiche così care, legate al rapporto con la natura e alla sua centralità nell’arte.

Una mostra “la Stagione della Falconiera”, ai Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi a Pistoia, gestito dalla Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia, ne propone alcune opere significative di quei anni, la seconda metà degli anni ‘60 dell’Ottocento, che l’artista ha passato in Toscana fra Firenze, Pistoia e Castiglioncello. E’ uno degli eventi di punta del 2017 che vede Pistoia come Capitale della Cultura europea ed è stato realizzato su iniziativa di Banca Intesa con l’organizzazione di Opera Laboratori Fiorentini-Civita.

Come in un diario, l’esposizione curata da Francesca Dini con la collaborazione di Andrea Baldinotti e Vincenzo Farinella, racconta della vita dell’artista, qui in un autoritratto nello studio mentre osserva un dipinto

Giovanni Boldini,(Ferrara 1842 – Parigi 1931),Autoritratto mentre osserva un quadro,

1865 circa, olio su tela,Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

e dei suoi amici macchiaioli, da Fattori e Telemaco Signorini

Giovanni Boldini, (Ferrara 1842 – Parigi 1931), Ritratto di Telemaco Signorini, 1870

acquerello su carta, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

a Cristiano Banti che sarebbe diventato uno dei suoi amici più stretti.

Giovanni Boldini, (Ferrara 1842 – Parigi 1931),Ritratto di Cristiano Banti con canna da passeggio e sigaro,1866 circa, olio su tela, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti

Perfino un ritratto adolescenziale di Alaide, figlia del Banti, che in seguito sarebbe diventata fidanzata del pittore ferrarese. Il fidanzamento si concluse cotè Boldini portando con se, inevitabilmente, la rottura dei rapporti col padre.

Giovanni Boldini, (Ferrara 1842 – Parigi 1931), Alaide Banti in abito bianco,1866

olio su tela, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti

E’ dell’inverno 1867-68 lo straordinario ritratto del Generale Spagnolo

Giovanni Boldini, (Ferrara 1842 – Parigi 1931), Il generale spagnolo, 1867, olio su tela

Collezione privata

eseguito durante il soggiorno in Costa Azzurra a seguito di Isabella Falconer, nobildonna inglese dal passato avventuroso, diventata mecenate di Boldini e che avrebbe commissionato nel 1868, al pittore giovane pittore ferrarese, il magnifico ciclo pittorico della Villa La Falconiera, ora cuore dei Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi e dell’attuale mostra.

Giovanni Boldini, (Ferrara 1842 – Parigi 1931), Scorcio della stanza (Decorazione della sala da pranzo della Falconiera), 1868, Tempera su muro, Pistoia, Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi

Sono le pitture parietali a tempera, destinate alla sala da pranzo della villa di proprietà della Falconer e rappresentano un magnifica interpretazione della natura campestre toscana, unico nel mondo macchiaiolo.

Ci sono molte tematiche care al gruppo toscano: dai Bovi ai Pagliai,

Giovanni Boldini, (Ferrara 1842 – Parigi 1931), Pagliaio (Decorazione parete ovest della sala da pranzo della Falconiera), 1868, Tempera su muro, Pistoia, Musei dell’Antico Palazzo dei Vescovi

dal Mare ai lavoratori nei campi.

Iniziato nel 1868 il lavoro alla Villa La Falconiera subiscono rallentamenti per la morte della Falconer l’anno seguente e in seguito per il trasferimento definitivo di Boldini a Parigi e , cosa ancora più curiosa, le notizie della loro esistenza si fanno sempre più rarefatte. Il merito della loro “riscoperta” è da attribuire a Emilia Cardona Boldini, giovane vedova dell’artista e prima sua biografa che seguendo alcuni ricordi del pitture sugli affreschi in una villa di una città toscana che inizia con la “P”, riesce ad arrivare alla villa e ritrovare in un ricovero per gli attrezzi i dipinti del marito.

Da qui la decisione di acquistare nel 1938 La Falconiera e trasferire da Parigi tutte le cose appartenute al Boldini. Le tempere diventano proprietà pubblica alla morte della Cadorna che le ha donate alla Città di Pistoia e nel 1974 vengono staccate dai muri della villa, restaurate e ricollocate in un ambiente del Palazzo dei Vescovi ricostruito con le misure della sala che le aveva ospitato.

Oggi rappresentano una notevole attrazione pistoiese e insieme alle opere in mostra, aperta fino al 6 gennaio 2018, danno la possibilità di approfondire un periodo meno conosciuto dell’attività di Boldini.

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