E’ stata inaugurata ieri a Firenze, nell’Aula Magliabechiana degli Uffizi, la mostra “ Il rinascimento giapponese. La natura nei dipinti su paravento dal XV al XVII secolo”. Evento straordinario che , per la prima volta in Europa, permette al pubblico l’incontro con questi bellissimi manufatti, molti dei quali Tesori Nazionali e Proprietà Culturali Importanti , spesso non esposti neanche in Giappone.

Si tratta di 39 opere su carta, di notevole pregio provenienti da musei, templi e dall’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone che saranno esposte a rotazione, 13 per volta, a fine di garantire la loro conservazione.

I paraventi pieghevoli e le porte scorrevoli rappresentava un elemento basilare della gestione della spazialità nelle dimore tradizionali giapponesi, da quelle più semplici a quelle più importanti.

Se la funzione di dividere poteva benissimo essere fatta anche da semplici paraventi bianchi ma quando erano decorati la loro semplice presenza mutava la percezione di quello spazio.

Come ricorda Watada Minoru nel suo bellissimo saggio in Catalogo “Il paravento dipinto infatti riusciva a modulare con notevole precisione l’atmosfera di un ambiente: con la giusta sensibilità poteva diventare luminoso o austero, apparire fastoso o sobrio, riflettere il contesto stagionale”.

La natura è spesso il soggetto dei dipinti per “…l’assoluta corrispondenza in Giappone della natura con il divino, per cui rappresentare la natura in tutte le sue forme equivale a rappresentare l’esperienza del divino”(Rossella Menegazzo nel saggio in Catalogo).

Due stili contraddistinguono le opere in mostra. Uno, il “kanga” nato sotto l’influenza dell’arte cinese e della filosofia zen,

Shikibu Terutada, (attivo alla metà del XVI secolo),Scimmie che giocano lungo un torrente di montagna, Metà del XVI secolo (periodo Muromachi),Coppia di paraventi a sei anteInchiostro e polvere d’oro su carta, cm 148,5 x 339 (ciascun paravento), Designato importante proprietà culturale (Jūyō bunkazai), Kyōto kokuritsu hakubutsukan (Museo Nazionale di Kyoto)

monocroma e dai toni delicati,

Kanō Shōei (1519 – 1592),Uccelli e fiori delle quattro stagioni,Metà del XVI secolo (periodo Momoyama),Coppia di paraventi a sei ante, Inchiostro su carta, cm 156,5 x 350,4 (ciascun paravento),Kyōto kokuritsu hakubutsukan (Museo Nazionale di Kyoto)

veniva usato per decorare i templi e le residenze dei samurai.

Il secondo, ”yamatoe”, con radici giapponesi, era quello adottato nelle dimore dell’aristocrazia e dalla grande borghesia ed è caratterizzato da elementi naturalistici in colori intensi su fondi oro.

Scuola Kanō (copia da originale di Kanō Motonobu del 1550), Uccelli e fiori delle quattro stagioni,Inizio del XVII secolo (periodo Edo; il dipinto originale è del 1550, periodo Muromachi), Coppia di paraventi a sei ante, Inchiostro, colore e foglia d’oro su carta, cm 152,9 x 349 (ciascun paravento), Ōsaka shiritsu bijutsukan (Museo Municipale d’Arte di Osaka)

Curata, come il catalogo edito da Giunti, da Rossella Menegazzo (professore dell’Università degli Studi di Milano) con la con la collaborazione di Asaka Hiroshi, Watada Minoru, Tsutsui Tadahito l’esposizione rientra nei festeggiamenti del centocinquantesimo anniversario delle relazioni diplomatiche bilaterali tra Italia e Giappone intraprese con la firma del Trattato di Amicizia e di Commercio il 25 agosto 1866. La sua organizzazione è opera delle Gallerie degli Uffizi, con il suo direttore Eike Schmidt, in collaborazione con l’Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone e con il supporto dell’Ambasciata del Giappone in Italia e promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, le Gallerie degli Uffizi, il Bunkachō (Agenzia per gli Affari Culturali del Giappone), l’Ambasciata del Giappone, l’Università degli Studi di Milano e Firenze Musei.

L’esposizione resterà aperta fino 7 gennaio 2017.

Kanō Shigenobu, (attivo nella prima metà del XVII secolo), Spighe di grano e papaveri,Prima metà del XVII secolo (periodo Edo),Coppia di paraventi a sei ante, Inchiostro, colore e foglia d’oro su carta, cm 151,5 x 363 (ciascun paravento), Tokyo, Idemitsu bijutsukan (Museo d’Arte Idemitsu)

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