Il Tempio di San Biagio a Montepulciano, capolavoro del Rinascimento italiano, festeggia i cinquecento anni dalla sua fondazione.

L’imponente struttura nasce, su progetto di Antonio da Sangallo, all’inizio del Cinquecento, sulle vestigie di una chiesa romanica, sul muro della quale nel aprile 1518 si manifestò il miracolo della Madonna che muoveva gli occhi. L’affresco miracoloso è stato inglobato nell’altare principale del tempio, circondato da un importante apparato scultoreo.

Altare Maggiore, Tempio di San Biagio, Montepulciano

In occasione dei festeggiamenti per il quinto centenario della chiesa, sono stati organizzati, da maggio a dicembre 2018, una serie di eventi tra cui la mostra “Il Tempio di San Biagio dopo Antonio da Sangallo. Storia e Restauri“, curata da Laura Martini e Riccardo Pizzinelli.

Promossa e organizzata da ente proprietario, Opere Ecclesiastiche Riunite di Montepulciano in collaborazione con la Diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, la Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio delle Province di Siena, Grosseto e Arezzo, il Comune di Montepulciano e la Biblioteca Archivio Piero Calamandrei, l’esposizione si propone di apportare, grazie a documenti d’archivio, a piante e disegni, chiarimenti sulla storia e le modifiche dell’interno della basilica.

Antonio di Sangallo aveva progettato l’edifico in puro stile rinascimentale, con richiami all’arte classica. Come si può vedere dalla sua facciata, in travertino delle vicine cave di S.Albino, sono presenti timpani e colonne nei tre stili classici e l’intera struttura ricorda un tempio.

San Biagio, Montepulciano

Alla morte dell’architetto, nel 1534, mancavano ancora la cupola, ultimata nel 1564, e la seconda torre rimasta incompiuta.

L’interno sobrio ideato da Sangallo era stato realizzato solo in parte e fra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento è stato modificato in stile barocco. L’impianto ricco di stucchi e gli altari che ospitavano imponenti dipinti, sono stati modificati alla fine dell’Ottocento, quando si è proceduto al recupero “purista” dell’interno. Gli altari sono stati modificati e le opere lì collocate sono state spostate in altri edifici religiosi.

In occasione del centenario e della mostra le pale d’altare hanno fatto ritorno a San Biagio. Ricollocati sopra gli altari, ma non inseriti dentro, per la modifica ottocentesca degli stessi, fanno rivivere l’atmosfera seicentesca del tempio. Ecco per esempio San Giorgio che uccide il drago della Cappella di San Giorgio, di patronato Nobili

Angelo Righi, San Giorgio che uccide il drago, 1603,olio su tela, 490×270, Cappella di San Giorgio, di patronato Nobili, proprietà Opere Ecclesiastiche Riunite, dalla Cattedrale di Maria Assunta di Montepulciano

Vero gioiello dell’architettura, il Tempio di San Biagio affascina con la sua notevole atmosfera e visitarlo durante i sei mesi di festeggiamenti, dal 22 aprile al 4 novembre 2018, rappresenta un’occasione unica per meglio comprendere la sua storia.

Per maggiori informazioni:

www.tempiosanbiagio.it-info@tempiosanbiagio.it

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