Kiki Smith è un’icona dell’arte così detta femminista. In effetti nei decenni ‘80 e ‘90 del secolo scorso il suo lavoro si è concentrato sulla corporeità, in particolare sul corpo femminile analizzato in una molteplicità di situazioni.

Kiki Smith

Da una ventina di anni la ricerca artistica della Smith si rivolge ad un mondo più esteso, non solo il corpo ma anche quello che succedo all’esterno. I rapporti fra persona e natura costituisce il fulcro della creatività dell’artista e in questi giorni e fino al 2 giugno e possibile ammirarlo per la prima volta in uno spazio pubblico, quello dell’Andito degli Angiolini di Palazzo Pitti, ormai consacrato in primavera alle grandi protagoniste dell’arte al femminile.

Kiki Smith a Palazzo Pitti

What I saw on the road riunisce una quarantina di opere fra sculture in bronzo,

Kiki Smith, Goat Moths and Turkey Tails, 2016, bronze, Per gentile concessione dell’artista e della Pace Gallery

argento, alluminio

Kiki Smith, Annunciation, 2008, fusione in alluminium, Per gentile concessione dell’artista e della Pace Gallery

e legno, lavori su carta e soprattutto arazzi in cotone jaquard , opere di forte impatto simbolico ed emotivo.


Kiki Smith, Fortune, 2014, arazzo in cotone jacquard con interventi pittorici, Oakland, California, Magnolia Editions, Per gentile concessione dell’artista e della Pace Gallery

Dice Eike Schmidt, Direttore delle Gallerie degli Uffizi e uno dei curatori della mostra: “L’elegantissima grazia di questi ultimi lavori di Kiki – la cui materia spesso fragile e preziosa è una metafora efficace della condizione umana e femminile in particolare – ha come obiettivo altamente etico di ricreare unità e armonia in una realtà che spesso si presenta invece come brutale e dissonante e sprigiona un’energia profondamente rivoluzionaria: è il linguaggio di una nuova, inaspettata, spiazzante pietas”.

Il mondo che Kiki Smith ci propone è un mondo popolato da animali fantastici e boschi incantati, che diventano protagonisti di un racconto unico, poetico e organico allo stesso tempo.

È una cosmografia contemporanea utile a ribadire quella continuità organica, psicologica, spirituale e dell’immaginario che non conosce gerarchie tra gli esseri viventi e che costituisce lo sfondo comune sul quale si disegnano le vicende dell’intero universo naturale”, come sottolinea Renata Pintus l’altra curatrice della mostra.

L’esposizione a Palazzo Pitti è un’occasione da non perdere per vedere e capire questa straordinaria artista.

Kiki Smith,What I Saw on the Road,

Andito degli Angiolini, Palazzo Pitti, Gallerie degli Uffizi, Firenze

16 febbraio – 2 giugno 2019

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