Renato Mambor, uno dei più interessanti artisti della scena europea della seconda metà del Novecento, è protagonista di una ampia mostra alla Tornabuoni Arte, sede di Firenze. Una raccolta di opere che parte dagli anni Sessanta per arrivare agli anni Novanta

Rebus, 1998, tecnica mista su tela 80x100cm

e Duemila, curata da Federico Sardella e in collaborazione con l’archivio Mambor.

Osservatore- Quietare i pensieri, 2009, tecnica mista su tela, 70x100cm

Artista eclettico e pieno di curiosità ha esplorato l’Arte, in primis la pittura ma anche la fotografia , il cinema, le performance e le installazioni e infine il teatro.

Tra i membri più preminenti della romana Scuola di Piazza del Popolo ha esordito con la sua prima esposizione nel 1959 alla Galleria “L’Appia Antica” e l’anno successivo è stato tra i vincitori dei Premi assegnati dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Nonostante esperienze in altre direzioni, dipingere resterà per sempre il suo campo di espressione preferito. In una frase Mambor riassume «Voglio fare di tutto, ballare, cantare, scrivere, recitare, fare il cinema, il teatro, la poesia, voglio esprimermi con tutti i mezzi, ma voglio farlo da pittore perché dipingere non è un modo di fare ma un modo di essere».

Si avvicina all’esperienza cinematografica prima come interprete ne La Dolce Vita di Fellini e in seguito in altri film di molti altri registi per poi proseguire con il teatro.

Dal 1975 dirige il Gruppo Trousse dal nome della scultura di metallo da lui realizzata. Per più di decennio è autore e regista di opere teatrali, e proprio nell’esperienza teatrale viene accompagnato dalla donna che diventerà sua moglie, Patrizia Speciale. Attualmente la signora guida l’archivio Mambor dove sono raccolti lavori e documenti dell’artista e ricorda con emozione della sua voglia di sperimentare e di approfondire nella sua arte vari aspetti emotivi e cognitivi dell’essere umano.

Patrizia Speciale Mambor

E in effetti le opere, allo stesso tempo intime e universali, parlano dell’uomo attraverso la sagoma che è essenza e riflesso, vita e spettacolo, un unicum che racconta di punti di vista, di differenze, di relazioni interne ed esterne.

In questo senso sono meravigliosamente esplicative le due grandi installazioni “Tutti sullo stesso piano”

Tutti sullo stesso piano, 12 sagome di legno dipinto, 44x14cm ciascuna

e “Fili” che Roberto Casamonti, titolare della galleria Tornabuoni Arte, trova particolarmente importanti ed esemplificative la poetica dell’autore.

La mostra che resterà aperta fino al 30 novembre 2019, è arricchita da un volume monografico bilingue (italiano e inglese) edito da Forma e curato da Federico Sardella con testi dello stesso Sardella, di Sara Uboldi e Patrizia Speciale Mambor, oltre una conversazione con Gianna Mazzini.

Info: Tornabuoni Arte, Lungarno Benvenuto Cellini 3, Firenze – 50125
tel: +39 055 6812697 / Fax: +39 055 6812020
info@tornabuoniarte.it – www.tornabuoniarte.it
Orari di apertura:
lunedì – venerdì 9.00 / 13.00 – 15.30 / 19.30
sabato 10.30 /18.30

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