Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano “, la nuova mostra a Palazzo Strozzi, metto sotto ai riflettori un periodo pieno di fermento e di trasformazioni, quello che va dagli anni ’50 al ’68.

Curata da Luca Massimo Barbero, l’esposizione mette in mostra alcune opere fondamentali del periodo, in cui l’arte riflette i cambiamenti sociali e politici di quello che è stato il “miracolo economico” italiano. Sono gli anni che vedono gli artisti coinvolti nella politica e la militanza con alcuni esempi straordinari come “La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio” di Renato Guttuso,

Renato Guttuso (Bagheria 1911-Roma 1987) La battaglia di Ponte dell’Ammiraglio, 1955, olio su tela, cm 300 x 500. Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, inv. pr. 892. Su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Renato Guttuso, by SIAE 2018

realizzata per l’Istituto di Studi Comunisti Palmiro Togliatti delle Frattocchie,che emblematicamente apre la mostra in dialogo e contrasto con le immagini proposte da quattro videoproiezioni che raccontano la storia d’Italia dall’Unità al 1968.

La prima sala racconta delle nuove avanguardie e ci sono dipinti potenti come Il comizio, del 1951, simbolo dell’astrattismo antirealista di Giulio Turcato.

Giulio Turcato (Mantova 1912-Roma 1995), Comizio, 1950, olio su tela, cm 145 x 200, Roma, Galleria d’Arte Moderna © Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Foto Schiavinotto Roma. Giulio Turcato, by SIAE 2018

Nel proseguire l’esposizione si sofferma su altri momenti salienti dell’arte del periodo come quello dedicato all’Arte Informale da Vedova a Lucio Fontana con il suo Concetto Spaziale, New York 10 (1962)

Lucio Fontana (Rosario di Santa Fe 1899-Varese 1968) Concetto Spaziale, New York 10, 1962, rame con lacerazioni e graffiti, cm 234 x 282. Milano, Fondazione Lucio Fontana, 62 ME 18-19-20 © Fondazione Lucio Fontana, Milano, by SIAE 2018

o ancora quello che indaga sulla sperimentazione sulla materia di Burri.

Lascia senza fiato la terza sala dedicata ai monocromi, con la Superficie bianca di Enrico Castellani, le tele estroflesse di Bonalumi e alcune opere della serie Achrome di Piero Manzoni. Straordinaria la sfera in pelle di coniglio su base in legno.

Piero Manzoni (Soncino 1933-Milano 1963) Achrome, 1961, pelle di coniglio, base di legno bruciato, sfera: ø cm 45,5; base cm 47 x 47 x 47. Herning, HEART-Herning Museum of Contemporary Art © Fondazione Piero Manzoni, Milano by SIAE 2018

Al minimalimo e alla rigore di queste opere si contrappone l’ambiente successivo che vede il ritorno al linguaggio figurativo con Jannis Kounellis e Pino Pascali, Domenico Gnoli e Tano Festa e ancora Giosetta Fioroni. Interessante la sala successiva dedicata alla simbolo della bandiera con due opere emblematiche: Corteo (1968) di Franco Angeli

Franco Angeli (Roma 1935-1988) Corteo, 1968, smalto su nove fogli di carta intelata, cm 300 x 212. Bologna, Istituzione Bologna Musei | MAMbo-Museo d’Arte Moderna di Bologna, 55449, 16. Foto Matteo Monti. Franco Angeli, by SIAE 2018

a dialogo con Compagni compagni (1968) di Mario Schifano.

Mario Schifano (Homs 1934-Roma1998) Compagni compagni, 1968, smalto e spray su tela e perspex, cm 200 x 300. Collezione privata, Courtesy Fondazione Marconi, Milano. Mario Schifano, by SIAE 2018

Il percorso si sofferma sull’Arte Povera con Mario Merz e Michelangelo Pistoletto e l’Arte cinetica con l’installazione Eco di Alberto Biasi.

conclude la mostra uno spazio dedicato al momento in cui l’arte italiana inizia a parlare un linguaggio internazionale con la Mappa (1971-1973) di Alighiero Boetti e il Tentativo di volo (1970) di Gino De Dominicis.

Una bella mostra con uno straordinario allestimento che riesce a cogliere l’atmosfera degli anni presi in considerazione e raccontare i momenti salienti movimenti e correnti.

Si potrà visitare fino al 22 luglio 2018

Per maggiori informazioni visitare: www.palazzostrozzi.org

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