E’ una delle più interessanti esposizioni dell’inverno 2019/2020 quella che il fiorentino Palazzo Strozzi dedica a Natalia Goncharova, una delle maggiori rappresentanti delle avanguardie russe, artista poliedrica, attiva come pittrice, costumista, illustratrice, grafica, scenografa, decoratrice, stilista, ma anche come attrice cinematografica, ballerina e performing artist ante litteram.

Una grande retrospettiva, la prima in Italia, curata da Ludovica Sebregondi, Fondazione Palazzo Strozzi, Matthew Gale, Head of Displays e Natalia Sidlina, Curator, International Art, Tate Modern, che riunisce 130 opere in prestito in prestito da importanti collezioni e istituti internazionali: da musei russi quali la Galleria Tretyakov di Mosca e il Museo Statale Russo di San Pietroburgo, e dalle collezioni della Tate, della National Gallery, della Estorick Collection e del Victoria and Albert Museum di Londra. Fondamentali anche i prestiti da istituzioni italiane come i milanesi Museo del Novecento e il Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco, oltre che dal Mart di Rovereto.

Natalia Goncharova nasce nel 1881 nel governatorato di Tula, nella Russia centrale, dove vive fino all’adolescenza nelle proprietà di famiglia, appartenente alla piccola nobiltà. Trasferitasi a Mosca con la famiglia, si forma alla Scuola di pittura, scultura e architettura ponendosi in dialogo con quanto sta avvenendo a Parigi, allora capitale mondiale dell’arte, dove espone già nel 1906. Diventa, insieme al compagno Mikhail Larionov, conosciuto nel 1901, figura centrale dell’avanguardia, ed è presente a tutte le mostre dei movimenti artistici più innovativi, in Russia, a Monaco di Baviera (Blaue Reiter), Londra e Berlino.

Nella sua arte annoda tradizione e modernismo , noncurante delle limitazioni imposte non solo a lei in quanto donna ma anche agli artisti in genere. Sarà difatti la prima donna ad avere esposto nudi in Russia, in mostra ne sono esposti alcuni, e anche la prima ad essere accusata di blasfemia per alcune opere di soggetto religioso e una sezione dell’esposizione è dedicata proprio all’arte religiosa con il monumentale degli Evangelisti che tanto scalpore provoco nel 1914 a San Pietroburgo. Da allora il dipinto non è stato mai più esibito, e solo di recente è stato riscoperto assieme all’Icona del Salvatore, totalmente inedito. Erano stati donati dalla Goncharova all’amica artista boema Rougena Zátková .

Natalia è stata la prima artista , non solo donna, dell’avanguardia russa ad avere, nel 1913, una grande personale a Mosca con oltre ottocento opere al Salone Artistico di Klaudia Mikhailova.

La sua arte, alla quale ha dedicato la propria vita, è un esempio di fusione fra le potenti radici dell’arte russa e l’influenza di quella occidentale che all’inizio del Novecento vede fiorire alcuni dei più interessanti movimenti dell’avanguardia : dal primitivismo di Gaugain, al fauve di Matisse, al futurismo italiano. Qui l’Aeroplano sul treno opera futurista :

Natalia Goncharova Aeroplano su treno 1913, olio su tela, cm 55,9 x 84,8. Repubblica dello Tartastan, Museo statale di Belle Arti della Repubblica dello Tartastan, ZH-1243
© Natalia Goncharova, by SIAE 2019

Colpiscono per la loro forza e l’intenso colorismo alcuni lavori giovanili quali l’Autoritratto con gigli gialli (1907-1908),

Natalia Goncharova Autoritratto con gigli gialli, 1907-1908, olio su tela, cm 77,5 x 58,2. Mosca, Galleria Statale Tretyakov, ZH-8965. Acquisto, 1927.
© Natalia Goncharova, by SIAE 2019

la tela Contadini che raccolgono le mele (1911) già proprietà di Ivan Morozov, uno dei maggiori collezionisti del primo Novecento,

Natalia Goncharova Contadini che raccolgono le mele, 1911, olio su tela, cm 104, 5x 98. Mosca, Galleria Statale Tretyakov, 11955. Trasferito dal Museo della Cultura Artistica 1927
© Natalia Goncharova, by SIAE 2019

il polittico della Mietitura (1911).

Natalia Goncharova Angeli lanciano pietre sulla città (polittico della Mietitura), olio su tela, cm 100 x 129. Mosca, Galleria Statale Tretyakov, ZH-1439. Lascito di A.K. Larionova-Tomilina, Parigi 1989
© Natalia Goncharova, by SIAE 2019

Il teatro ha rappresentato un’altra passione per Natalia e sono esposti alcuni dei costumi e delle scenografie che l’artista ha prodotto per i Ballets Russes di Serge Diaghilev.

Natalia Goncharova, Tunica da boiardo e copricapo a corona del Principe per il balletto Sadko, 1916, filo e nastro di metallo ritorto, rinforzo metallico, cotone, automatici e ganci metallici, perle artificiali, cm 185 x 85 x 65. Londra, Victoria and Albert Museum, S.740-1980. Dono della British Theatre Museum Association
© Victoria and AlbertMuseum, London © Natalia Goncharova, by SIAE 2019

Un’esposizione da non perdere, un percorso affascinante, pieno di pathos e colore come l’artista che lo ha ispirato.

La mostra è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e Tate Modern, Londra con la collaborazione dell’Ateneum Art Museum, Helsinki, con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Resterà aperta fino al 12 gennaio 2020

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