Come ogni anno a Natale, il Comune di Milano apre le sue sale di Palazzo Marino per ospitare una mostra.

Questa volta nella sala Alessi il protagonista è Tiziano e la sua “Sacra Conversazione 1520”, conosciuta anche come “Pala Gozzi” dal nome del committente, il mercante di Dubrovnik, Luigi Gozzi. L’esposizione, curata da Stefano Zuffi e promossa dal Comune di Milano in collaborazione con Banca Intesa e il sostegno della Rinascente, è stata inaugurata ieri e già dalle prime ore si è formata una fila cospicua.

Fila davanti all’ingresso di Palazzo Marino

La Pala Gozzi proviene dalla Pinacoteca Civica “Francesco Podesti” di Ancona e fu dipinta per l’altare maggiore della chiesa di San Francesco ad Alto.

Tiziano, Sacra Conversazione, 1520, Pinacoteca Civica “Francesco Podesti”, Ancona

Si tratta del primo dipinto datato e firmato, come risulta dal cartiglio in basso” ALOYXIUS GOTIUS RAGOSINUS / FECIT FIERI / MDXX / TITIANUS CADORINUS PINSIT”.

L’artista allora trentenne, da prova di grande maestria nel rappresentare la scena con la Madonna con il Bambino in alto sulle nuvole che, nella luce del tramonto, si palesa a un gruppo di persone. L’identificazione di questi personaggi mettono in collegamento l’opera con il momento storico in cui è stata dipinta, cioè quel 1520 che vedeva formarsi l’alleanza cristiana dei principali porti affacciati sull’Adriatico: Venezia, Ancona e Dubrovnik, davanti al pericolo ottomano.

Infatti,riconosciamo da un lato San Francesco, con le stimmate, simbolo della chiesa di Ancona a cui il dipinto era destinato e dall’altro San Biagio, protettore di Dubronik che mostra l’apparizione a Luigi Gozzi.

Nella parte centrale della pala sul cielo rosato si identifica la sagoma di una città, Venezia, e del suo bacino, San Marco.

L’allestimento, dell’architetto Francesco Murano, permette sia la visione frontale che quella del retro della tavola dove si possono vedere schizzi a matita e ombreggiati a pennello di mano dello stesso Tiziano.

Tiziano e altri pittori, Bozzetto per il volto di Gesù Bambino e vari studi di teste

La mostra resterà aperta fino al 14 gennaio 2018, a ingresso gratuito come ogni anno.

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