E’ la più importante mostra fiorentina dell’anno ma visto che è anche la prima monografica in più di cinquecento anni sarà sicuramente ricordata come pietra miliare non solo delle esposizioni sull’arte del rinascimento fiorentino ma anche come momento rilevante per le ricerche legate al periodo.

Parlo, ovviamente, della mostra organizzata a Palazzo Strozzi e al Bargello di Firenze e dedicata ad Andrea del Verrocchio intitolata “Verrocchio, il maestro di Leonardo”.

Organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dai musei del Bargello assieme alla National Gallery di Washington (che sarà la seconda sede dell’esposizione dal 29 settembre 2019 al 2 febbraio 2020)) e curata da Francesco Cagliotti e Andrea De Marchi rappresenta la manifestazione clou dell’anno leonardiano.

La mostra si propone di far conoscere meglio la figura di Andrea del Verocchio, spesso ricordata solo per essere stato “maestro di Leonardo”. Certo il genio di Vinci si è formato nella sua bottega così come Domenico del Ghirlandaio che sarebbe stato poi il maestro di Michelangelo e il Perugino che lo sarebbe stato di Raffaello. Una importante discendenza artistica che avrebbe influenzato a lungo l’arte italiana.

Nelle sale delle due istituzioni fiorentine fanno mostra di se sculture in terracotta, bronzo, marmo, dipinti e disegni che sottolineano l’ammirevole tecnica e la notevole invenzione formale.

Spettacolare la prima sala che mette a confronto le dame di Desiderio da Settignano, maestro del Verrocchio, con la sua Dama del mazzolino


Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) Dama dal mazzolino 1475 circa, marmo, cm 59 x 46 x 24. Firenze, Museo Nazionale de l Bargello, inv.
Sculture 115

e con un disegno preparatorio dell’allievo Leonardo proveniente dalla collezione reale inglese.


Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519) Braccia
e mani femminili Testa maschile in profilo
1474-1486 circa , punta d’argento e punta di piombo, con ritocchi successivi dei profili in matita nero-grigiastra tenera, il tutto lumeggiato con biacca a pennello e a gouache, su carta preparata leggermen
te in rosa color pelle, mm 215 x 150. Castello di Wi
ndsor, Royal Library, The Royal Collection Trust,
inv. RCIN 912558 (concesso in prestito da Sua Maestà la Regina Elisabetta/ © Her Majesty Queen Elizabeth II 2019

 

Molto coinvolgente la sezione che si occupa della pittura di Verrocchio, disciplina alla quale Andrea era arrivato tardi, attorno al 1470 , ma anche qui era riuscito a portare una grande capacità inventiva che si esplicita in una gestualità fresca e un trattamento particolare dei panneggi.


Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa enezia, 1488) Madonna col Bambino e due angeli
(Madonna di Volterra) 1471-1472 circa, tempera su tavola, cm 96,5 x 70,5. Londra, The National Gallery, inv. NG296 (acquisto 1857) © The National Gallery, London

E come non restare affascinati dello spazio in cui si accostano i drappeggi tracciati sul lino ad una strabiliante Madonna in terracotta,


Leonardo da Vinci (Vinci, 1452 – Amboise, 1519)
Madonna col Bambino 1472 circa, terracotta, cm 49 x 27 x 24,5. Londra, Victoria and Albert Museum, inv. 4495-1858 ©Victoria and Albert Museum, London

proveniente da Victoria and Albert Museum di Londra, diventata da qualche tempo oggetto di grande interesse dei specialisti e dei media, visto che viene attribuita a Leonardo da Vinci giovane.

Le ultime due sezioni della mostra sono allestite al Bargello e ruotano attorno ai crocifissi di mano del Verrocchio e dei suoi concorrenti e dello straordinario gruppo in bronzo con l’Incredulità di san Tommasso.


Andrea del Verrocchio (Firenze, 1435 circa – Venezia, 1488) Incredulità di san Tommaso 1467-1483, bronzo con dorature. Gruppo: cm 241 x 140 x 105; Cr isto: cm
241 x 94 x 60, San Tommaso: cm 203 x 90 x 90. Firenze, Chiesa e Museo di Orsanmichele ( dal tabernacolo dell’Università della Mercanzia) Musei del Bargello,
Firenze. Su concessione del Ministero dei beni e delle attività culturali

L’esposizione, da non mancare assolutamente , mette in risalto la figura di questo artista che ha lasciato la sua indelebile impronta nella scultura e la pittura italiana.

Resterà aperta fino al 14 luglio 2019 con il seguente orario: Tutti i giorni inclusi i festivi 10.00-20.00. Giovedì 10.00-23.00.

Per informazioni: Tel +39 055 2645155
info@palazzostrozzi.org

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